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La Notte etrusca - Teatro Sociale G. Busca

Nel foyer del Teatro Sociale "G. Busca" di Alba la grande tela sospesa di La notte etrusca accoglie lo sguardo del visitatore e sembra dilatarsi nello spazio.

La Notte etrusca è la prima tela del ciclo Le Notti di cristallo, realizzato nel 1962. Esso comprende insieme a quest’opera, La Notte barbara (Gam di Torino), La Notte ligure (Montecarlo) e La Notte cieca (Centre Pompidou di Parigi).

L'opera è lunga 5 metri, mentre le altre si caratterizzano per la presenza di numerosi cerchi che ci riportano ad antiche civiltà, nella Notte etrusca non ci sono cerchi ma uno spolverio  ottenuto con la tecnica del  dripping, inventata dall’artista americano Pollock, che consiste nel lasciar sgocciolare sulla tela il colore con il pennello. Le  gocce di colore lasciano trapelare le tracce di tempera sottostanti: gli azzurri, i rosa e gli ocra, evocano l'antica pittura etrusca. 

Il dipinto non è delimitato dalla cornice, che ne segnerebbe un confine fisico, ma è libero di dialogare con lo spazio; Gallizio non rinuncia dunque alla pittura, ma supera la nozione di quadro, per allargare le potenzialità espressive dell'arte. Essa non deve essere un oggetto da guardare, fisso nel tempo, ma un elemento dinamico, in grado di coinvolgere e animare la realtà che la circonda.

È ipotizzabile che questo dipinto sia stato realizzato tra il mese di maggio e la prima metà di giugno del 1962 facendo riferimento ad una lettera che Carla Lonzi, critica d’arte e amica di Gallizio, scrisse allo stesso il 22 giugno 1962 dove cita l’opera come “una delle sue cose più belle “.

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