HomePatrimonio artistico- Scultura • La consegna delle chiavi a Pietro da parte di Cristo

La consegna delle chiavi a Pietro da parte di Cristo

Alba, Tempio di San Paolo, Cappella di San Pietro

La cappella di San Pietro, in San Paolo, è denominata anche Altare di Brera, poiché sono intervenuti a decorarla due artisti entrambi docenti all'Accademia di Brera: Achille Funi ha realizzato la pala d'altare, Adriano Alloati il paliotto d'altare e la portella del tabernacolo. Si tratta di due bassorilievi: La portella in bronzo rappresenta un particolare del Discorso Eucaristico che Gesù fece dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci. In primo piano Cristo e Pietro sono a colloquio, l'unico infatti che si ferma ad ascoltare le parole che Cristo pronuncia è l'apostolo, mentre in lontananza si scorgono figure che si allontanano, ritratte di schiena. In basso, ai piedi dei protagonisti, ci sono due donne, una delle quali ha in mano un pesce, a indicare l'avvenuto miracolo della moltiplicazione.
Nel paliotto marmoreo è scolpita la consegna della chiave a Pietro: Gesù seduto su un masso affida al suo discepolo la chiave del regno dei cieli, le due figure sono leggermente distanziate tra loro per lasciare un piccolo varco alle loro spalle, in cui è possibile vedere la basilica di San Pietro di Roma, la chiesa madre di tutti i cristiani. Pietro ha dunque assolto al suo dovere, edificando la basilica, casa dei fedeli e trasmettendo ai posteri la parola di Dio. Assistono alla scena altri personaggi, alcuni disposti dietro a Gesù, altri in fila dietro a Pietro.
Se nella portella la visione d'insieme è dal basso verso l'alto, secondo la forma rettangolare allungata dell'oggetto, abilmente sfruttata dall'artista che rende il senso di profondità inserendo il gruppo di persone che si allontana in prospettiva, nel paliotto la scena si dipana seguendo la larghezza del tabernacolo, in linea orizzontale.
Seppure di tecniche diverse, le due opere mostrano uguale efficacia rappresentativa, le figure appena abbozzate ricevono dal leggero tocco di Alloati raffinata eleganza formale, lo scultore ha saputo rendere vivo in loro il sentimento di partecipazione e commozione.
Adriano Alloati nasce a Torino il 22 maggio 1909. Figlio d'arte trascorre, fin da giovane, un lungo apprendistato nello studio del padre Giovan Battista e in quello di Michele Guerrisi. Nel 1937 si diploma all'Accademia Albertina, dove l'anno successivo entrerà per concorso, quale Ordinario di Plastica Ornamentale. Vi insegnerà fino al 1951.
Nel 1952 vince il concorso per insegnare all'Accademia di Brera, Milano.
Scultore dall'intensa attività (lavora fino alla morte avvenuta nel 1975), partecipò a numerose mostre, alle Grandi Esposizioni e alle Biennali di Venezia, riscuotendo negli anni Sessanta notevole successo anche all'estero, con personali allestite in musei e gallerie tedesche.

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