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I Dottori della Chiesa

Alba, Tempio di San Paolo

Le sei statue raffiguranti i Dottori della Chiesa ornano la balconata dell'attico di San Paolo; si tratta di un'opera che ha richiesto una lunga fase di preparazione, prima i bozzetti in cera poi fusi in bronzo, seguiti dai bozzetti in gesso, per arrivare alla scultura definita nei blocchi di pietra dura di Zanobbio (pietra bianca lievemente venata di rosa).
Ciascuna statua è alta quattro metri ed elevandosi dal bianco marmoreo dell'attico si staglia nel cielo, infondendo vitalità alla facciata del Tempio.
Il difficile compito di fronte al quale si trova lo scultore è quello di riuscire a conciliare la tradizione iconografica dei santi con la modernità del proprio linguaggio artistico, senza dimenticare la funzione architettonica dell'opera. Non è casuale la scelta di questo soggetto: le figure dei Padri della Chiesa costituiscono, infatti, i pilastri stessi del cristianesimo, per questo alla loro funzione di decorazione architettonica si lega il forte messaggio religioso di cui sono custodi e di cui la Chiesa si fa portavoce, sia attraverso la predicazione, che con l'uso di immagini sacre.
Alloati pone intanto grande importanza al modellato facciale, del resto tutta la sua attività è caratterizzata da un vero e proprio culto dell'anatomia, trasfondendo nei visi la spiritualità di ciascun santo. Attraverso l'attento studio delle fisionomie, dei costumi e soprattutto dei caratteri infonde alle statue un senso di composta ieraticità. Vestiti dai paramenti sacri, ma senza copricapo, ognuna porta con sé il simbolo della propria vita e della propria opera a difesa della fede cristiana.
Da sinistra verso destra troviamo:
-San Giovanni Crisostomo, patriarca di Costantinopoli (347-407), grande commentatore di San Paolo e rappresentate della Liturgia greca
-San Gerolamo, studioso di scritture (347-420), tradusse il Vecchio Testamento dall'ebraico in latino
-San Agostino (354-430) il maggiore rappresentante dei Padri della Chiesa Latina
-San Alberto Magno (1207-1280) filosofo domenicano, studioso di scienze naturali
-San Francesco di Sales (1567-1622) vescovo, protettore dei giornalisti
-San Tommaso d'Aquino (1226-1274) maestro di filosofia cristiana
Tutti recanti il libro, tranne San Gerolamo che ha tra le mani una pergamena.
Lo stile è molto semplice e lineare, Alloati tralascia ogni orpello decorativo per un maggiore rigore compositivo, teso a dare solennità alle figure dei Dottori, così maestosi nelle loro dalmatiche o pianete. Lo scultore concentra la propria attenzione sui volti, ognuno animato da un forte fremito vitale, mentre i corpi emergono solidi sotto le vesti, rese da un modellato scabro, sintetico, caratterizzato da linee pulite e geometriche, che donano plasticità ai volumi.
Ogni volto mostra un sentimento di sincera devozione e di profonda spiritualità, a testimoniare l'universalità dell'insegnamento cristiano, che trascende queste figure dal piano umano a quello divino.
Adriano Alloati nasce a Torino il 22 maggio 1909. Figlio d'arte trascorre, fin da giovane, un lungo apprendistato nello studio del padre Giovan Battista e in quello di Michele Guerrisi. Nel 1937 si diploma all'Accademia Albertina, dove l'anno successivo entrerà per concorso, quale Ordinario di Plastica Ornamentale. Vi insegnerà fino al 1951.
Nel 1952 vince il concorso per insegnare all'Accademia di Brera, Milano.
Scultore dall'intensa attività (lavora fino alla morte avvenuta nel 1975), partecipò a numerose mostre, alle Grandi Esposizioni e alle Biennali di Venezia, riscuotendo negli anni Sessanta notevole successo anche all'estero, con personali allestite in musei e gallerie tedesche.

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