HomePatrimonio artistico- Scultura • San Gregorio Magno; San Bernardo di Chiaravalle

San Gregorio Magno; San Bernardo di Chiaravalle

Alba, Tempio di San Paolo

Inaugurato nel 1941 l'altare maggiore, realizzato su progetto e disegno dell'architetto Bartolomeo Gallo, riecheggia nella sua forma il grande arco con timpano classicheggiante dell'ingresso del Tempio. Collocato sulla parete di fondo in foggia neoclassica, l'altare ospita nell'arcata centrale La Gloria di San Paolo, incorniciata a una coppia di colonne in marmo con capitelli e da lesene, sulla cui sommità poggiano le due grandi statue marmoree dell'Audagna, chiuse dall'attico sovrastante.
A destra dell'altare siede San Gregorio Magno, a sinistra San Bernardo, Padrini della Società di San Paolo, scelti proprio per commemorare la nascita della Società, avvenuta il 20 agosto 1914, giorno in cui cade la festa di San Bernardo. Il giorno in cui si celebrava la memoria liturgica di San Gregorio Magno, il 12 marzo, combacia, invece, con quello in cui la congregazione ricevette l'approvazione diocesana da parte del vescovo di Alba nel 1927.
Il santo abate di Chiaravalle e Dottore della Chiesa regge nella mano destra il pastorale, simbolo del suo servizio abbaziale e il corpo è avvolto dal fluente panneggio dell'abito. Un angioletto a mani giunte è a colloquio con lui.
Speculare, dall'altro lato, si trova San Gregorio Magno (la cui memoria liturgica oggi è stata spostata al 3 settembre). Audagna rappresenta il Papa Santo seduto mentre rivolge lo sguardo ad un putto, che gli consegna il cartiglio, su cui sono incise le parole Mons. Giuseppe Re, vescovo di Alba e conte, a Dio che è ricco di Misericordia. Anch'egli avvolto dall'abbondante panneggio, scolpito con grande maestria, che conferisce alla figura maggiore regalità, porta con sé i simboli del suo papato: il triregno, la Croce papale e soprattutto la colomba, che poggia sulla sua spalla sinistra, protendendosi all'orecchio del Santo, a garantirgli sicuro aiuto nel suo pontificato.
Entrambe le statue sono caratterizzate da realismo, precisione nel descrivere i dettagli e i loro volti sono veri e propri ritratti, che mostrano l'alta concentrazione e la devozione con cui i due Santi hanno intrapreso il loro cammino spirituale. Opere di grande respiro compositivo, esaltate dalla qualità del modellato, che negli armoniosi accordi volumetrici, si mostrano al fedele nella loro chiarezza e pacatezza formale, rendendo esplicito il proprio significato.
Virgilio Audagna nasce nel 1903 a Cannes e iscrittosi all'Accademia Albertina di Torino, si perfeziona nell'arte del cesellato e nella lavorazione del marmo sotto la guida del Maestro Gaetano Cellini. Nel 1919 apre lo studio a Torino e nel 1922 partecipa, a soli diciannove anni, alla Promotrice, dando inizio ad una brillante carriera artistica, rivolta soprattutto alla scultura, che lo vede partecipe di oltre cinquanta mostre nazionali ed internazionali; le sue opere sono esposte in tutto il mondo.

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