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Portale in bronzo

Alba, Tempio di San Paolo

Narciso Càssino riceve tre numerose commissioni di opere religiose; nel 1960 la Pia Società San Paolo gli affidò l'incarico per il progetto del portale del Tempio di San Paolo in Alba.
La facciata del Tempio di San Paolo, ultimata nel 1964 su progetto dell'architetto Bartolomeo Gallo, è caratterizzata da un profondo pronao chiuso da un arco a tutto sesto e sormontato da un timpano classicheggiante. A questo nucleo centrale si affiancano due ali suddivise in tre ordini di finestre da lesene che ne accentuano lo slancio verticale.
A spezzare il rigore compositivo della facciata è il maestoso portale bronzeo patinato in oro, i cui pannelli illustrano e narrano ai fedeli episodi del Vangelo, svolgendo un'importante funzione didascalica, tesa a concretizzare nelle immagini la predicazione della Liturgia Sacra.
Incorniciata da una fascia in bronzo a rami di quercia intrecciati, la porta, che misura m. 3.80x8.80, si presenta suddivisa in sei scomparti (tre per battente), sormontati da un riquadro fisso, nel quale lo scultore voleva inizialmente inserire lo stemma paolino con la spada e la penna poggiati sul libro, sopra un drappo, decorato dal cartiglio Gloria Deo, pax hominibus; poi sostituito dall'attuale decoro. Esso ritrae San Paolo tra i discepoli, da sinistra S. Luca in atto di scrivere gli Atti degli Apostoli, S. Tito, Santa Tecla e S. Timoteo, figure ieratiche scolpite con pochi ed essenziali tratti, i cui volti esprimono sincera devozione.
I battenti si presentano divisi in due metà: la parte superiore è caratterizzata da pannelli di dimensioni più grandi, che si sviluppano verticalmente e che illustrano a sinistra La conversione di Saulo e a destra Il martirio di San Paolo sofferto sotto Nerone. In queste formelle lo stile scultoreo è delicato, le figure paiono abbozzate e pur emergendo nella loro consistenza fisica, sono leggere e fluttuanti, immerse in una realtà scarna e allo stesso tempo densa di emotività. Nell'episodio di Saulo, il fariseo sbalzato da cavallo porta la mano alla fronte in segno di umiltà e di pentimento. I volti esprimono con forte realismo i diversi stati d'animo; mentre San Paolo contempla la corona della giustizia, i suoi carnefici mostrano il loro volto umano, in un gesto di compassione. In entrambe le formelle le figure del Cristo che si manifesta a Saulo e quella dell'angelo che mostra la corona a Paolo, appena abbozzate, compaiono come in un sogno, quasi rarefatte paiono perdersi nella solida consistenza del bronzo.
La parte inferiore è modulata da pannelli più piccoli, legati ai riquadri superiori da una fascia mediana che illustra la Fede (a sinistra) e la Carità (a destra), due figure femminili circondate da pochi elementi simbolici, l'ulivo e il giglio della pace per la Fede, le spighe e i tralci di vite per la Carità. In questi pannelli l'aggetto si fa più marcato, le figure più plastiche emergono con maggiore rilievo dallo sfondo piatto, pur restando costante la ricerca dell'essenzialità. Nei riquadri inferiori (di forma quadrata) vi è narrato a sinistra Il Concilio di Gerusalemme e a destra San Paolo che predica a Efeso autorizzando il rogo dei libri di magia. Le figure occupano tutta la scena, riempiendo l'altezza del riquadro e sono definite da un nitido realismo e solida robustezza.
Dai ritratti, tra cui emerge quello dello stesso autore, che si raffigura nella formella del Concilio (seconda persona da sinistra), emerge un forte sentimento religioso, volto a esemplificare il valore del Credo cristiano. I santi assumono dunque sembianze umane a dimostrare che la parola di Dio va vissuta nella realtà quotidiana e deve permeare l'esistenza di ciascun individuo.
Recentemente scomparso, 31 gennaio 2003, lo scultore Narciso Càssino ha ottenuto nel corso della sua lunga carriera numerosi riconoscimenti e a partire dagli anni Cinquanta raggiunge fama nazionale, distinguendosi soprattutto nella produzione di opere d'arte sacra. Nato a Candia Lomellina (Pavia) nel 1914, nel 1935 entra all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove il primo anno frequenta il corso di pittura di Aldo Carpi, per poi passare a quello di scultura del Maestro Francesco Messina, scoprendo così la sua vera passione. Il debutto nel mondo dell'arte avviene nel 1936 con la prima esposizione e d'ora in poi saranno molte le partecipazioni a Biennali e Mostre d'Arte Sacra. Nonostante insegni al Liceo Artistico di Milano, egli vive e lavora nel paese natio, luogo in cui trova ispirazione per la sua arte. Il quotidiano entra quindi nelle opere, i suoi soggetti sono infatti presi dalla strada, nei ritratti ritroviamo i visi di amici e parenti, e spesso, le Madonne hanno il volto della moglie, sua principale modella.

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