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Porte della cappella di Rodello

Rodello, cappella del "Concilio Vaticano II"

Ad introdurre alla cappella si trovano le due porte progettate da Montali e realizzate in legno pirografato (tecnica di incisione con una punta arroventata), i cui battenti sono finemente decorati. Come nei pilastri della Via Crucis rivestiti di rame, anche le porte non recano elementi illustrati, ma sono intrecciate da forme plastiche che ne percorrono la superficie, animandola e facendola vibrare nei giochi di chiaroscuro. Dal legno emergono i segni dell'artista, che, in alcune zone, lascia evidenti le tracce di scavi e fori, la linea però è sinuosa, elegante, si svolge in forme arrotondate, morbide che recano un senso di gioiosa armonia. Le porte invitano dunque ad entrare nella cappella, proiettando nel fedele un senso di serenità, che anticipa l'atmosfera che si respira all'interno del luogo sacro. I battenti annunciano, dunque, l'armonia, la luce e il colore delle forme decorative realizzate da Montali per l'arredo liturgico.
I bassorilievi circolari e concentrici, sviluppano motivi di strumenti musicali (contrabbassi e liuti) stilizzati, che ritornano frequenti nell'opera di Dedalo e che ben si confanno ad esprimere la coralità e la serenità dei canti degli angeli. In questa decorazione il lavoro manuale di artigiano si unisce a quello di artista; Montali, figura poliedrica è capace di esprimersi nelle più diverse discipline artistiche, coniugando la capacità di fare con quella di ideare. Ogni elemento della chiesa racchiude la grande forza espressiva dell'artista, che rende l'arte portavoce della parola di Dio, rispondendo al messaggio del Concilio Vaticano II, che ha voluto avvicinare la chiesa ai problemi dell'uomo, aprendo la strada del dialogo.
Recentemente scomparso, febbraio 2001, nella sua ultima residenza di Pinerolo, Dedalo Montali, nato a Cagliari nel 1909, ha viaggiato molto durante la sua vita ed ha avuto occasione di conoscere i più importanti esponenti della cultura del XX secolo.
Trasferitosi ventenne a Milano, egli studia all'Accademia di Brera ed entra a fare parte della cerchia artistica dei pittori della Galleria d'arte il Milione; esperienza che contribuirà a sviluppare la poliedricità del suo linguaggio figurativo. Si sposta più volte percorrendo l'Italia e nel 1942, trasferitosi a Fucecchio, viene catturato dai soldati tedeschi e deportato in un campo di concentramento in Austria. Tra il 1970-72 viene incaricato da don M. Battaglino di ideare la cappella della residenza per anziani di Rodello, opera monumentale, che lo vede affrontare il tema dell'arte sacra, trattata con linguaggio contemporaneo. Questa importante esperienza lo legherà alle Langhe e a Rodello in particolare dove viene sepolto.

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