COPPINO Michele

1822 - 1901 Deputato e Ministro albese

Michele Coppino nasce ad Alba il 18 aprile 1822, in quella che allora veniva chiamata "Contrada del Tanaro", oggi via Cavour, una lapide posta nel 1922 su un edificio d'angolo, tra la via e piazza San Francesco, ricorda l'evento.
Coppino è di famiglia poverissima, il padre, Giovanni, era ciabattino e la madre, Maria Mancardi, faceva la sarta e la ricamatrice.
Avviato allo studio della Grammatica e del Latino, entrò in Seminario per completare gli studi ginnasiali e frequentando successivamente i primi due anni di Teologia, non avendo ottenuto l'iscrizione all'università per motivi economici.
Il 24 luglio 1840 ottenne una borsa di studio che gli consentì di iscriversi alla facoltà di Lettere presso l'Università di Torino, ove si laureò nel 1844, ottenendo, il 18 giugno, la qualifica di professore di Rettorica. Iniziò la carriera di insegnante di Rettorica nei regi collegi di Demonte, Pallanza, Voghera e Novara. Nel 1851 vinse un posto di dottore aggregato alla facoltà di Lettere, ottenendo così la nomina a professore liceale. Ottenne quindi la cattedra di Letteratura italiana all'Università di Torino, sostituendo il professor Pier Alessandro Paravia, cattedra che gli venne definitivamente assegnata nel 1861 e che conservò sino al 1884.
Il 1° novembre 1868 fu eletto Rettore Magnifico dell'Università di Torino e mantenne la carica sino al 31 dicembre 1870, quando lasciò per trasferirsi a Roma capitale. Nel 1861 aveva sposato la torinese Carolina Marchese, da cui ebbe due figlie, Maria e Laura.
Il 25 marzo 1860 venne eletto Deputato per il collegio di Alba, collegio che conservò quasi ininterrottamente per oltre quarant'anni, sino alla morte, ottenendo sempre brillanti riconferme elettorali, collocandosi nell'ambito politico del centro sinistra, guidato prima da Urbano Rattazzi, poi da Agostino Depretis.
Nel febbraio del 1860, Coppino era stato iniziato apprendista Massone nella venerabile Loggia "Ausonia" dell'Oriente di Torino.
Il 22 marzo 1867 fu eletto fra i vice presidenti della Camera, sostenuto dall'asse Ricasoli-Rattazzi; il 10 aprile, Urbano Rattazzi formava il Governo, nominando Coppino ministro della Pubblica Istruzione.
Coppino ministro, impegnato assiduamente tra Governo ed insegnamento, preoccupato anche di mantenere i contatti con il suo collegio elettorale, chiamò l'albese Ferdinando Bosio a dirigere il Gabinetto particolare. Il Governo cadde il 27 ottobre dello stesso anno.
Nel 1876 la sinistra di Agostino Depretis tornava al potere, alleandosi con la sinistra di centro di Rattazzi e Coppino, e nel Governo, costituitosi il 25 marzo, Coppino fu nuovamente nominato Ministro della Pubblica Istruzione, ove rimase sino al 1879.
Il 15 luglio 1877 la Camera approvò la legge Coppino sull'istruzione obbligatoria nel biennio inferiore della scuola elementare, uno dei punti fondamentali del programma della sinistra. Il 13 aprile 1880, Coppino venne eletto presidente della Camera dei Deputati, prevalendo per appena sei voti su Zanardelli, che era appoggiato da Crispi e Nicotera.
Coppino tornava a presiedere la Camera il 19 marzo 1884, con i voti della destra e della sinistra moderata, ma il 30 marzo, con la costituzione del sesto governo Depretis, Coppino tornava ad essere Ministro della Pubblica Istruzione, riconfermato anche nel Governo successivo, costituitosi il 29 giugno 1885, e riconfermato, dopo le elezioni generali, il 4 aprile 1887.
Morto Depretis, il 29 luglio 1887, Michele Coppino veniva confermato Ministro anche da Francesco Crispi, rimanendo in carica fino al 17 febbraio 1888, quando si dimise per contrasti con il Presidente del Consiglio.
Libero da impegni governativi, ma ancora deputato, Coppino si dedicava più intensamente alla sua città, svolgendo le funzioni di Consigliere comunale e prodigandosi per l'istituzione della scuola superiore di viticoltura (Scuola Agraria Enologica), dell'Istituto Magistrale, del Liceo Ginnasio e per assicurare all'Amministrazione gli immobili provenienti dai disciolti ordini religiosi.
Michele Coppino, negli ultimi anni della sua vita, soggiornava sempre meno a Roma e "affranto dagli anni e dalle fatiche tornava dalle acque di Viareggio alla sua prediletta Villa Rivoli presso Alba, quando un insulto di apoplessia lo piombò nel letto. La triste notizia fu appresa la mattina del 18 agosto e, purtroppo, sentivano tutti che l'ora fatale era giunta pel venerando ottuagenario. Il breve alternarsi di fugaci miglioramenti nei sette giorni che durò la malattia non valse a illudere nessuno; malgrado delle cure sapienti ed affettuose dei medici e dei congiunti, Michele Coppino spirava alle ore 16 del 25 agosto 1901".
Gli ultimi giorni della vita di Coppino furono seguiti con partecipe commozione dalla stampa quotidiana nazionale, che giorno per giorno pubblicò i dispacci sulle condizioni dell'ottuagenario ex ministro. Alle sue esequie, celebrate a spese del Comune, il Governo fu rappresentato dal Ministro dell'Istruzione Nunzio Nasi e dal Ministro della Guerra Coriolano Ponza di San Martino; moltissimi i deputati ed i senatori presenti. L'antropologo Giuseppe Sergi, fervido animatore dell'associazione "Libero Pensiero" tenne a far pubblicare: "Coppino fu quegli che vide in me un riformatore della vecchia filosofia".
Il funerale si svolse con rito religioso. Il Comune di Alba deliberò che per venti giorni fossero esposte bandiere abbrunate; stabilì di intitolargli l'intero viale di circonvallazione e la scuola elementare maschile e femminile, di incoraggiare la formazione di un comitato per l'erezione di un monumento e di raccogliere e pubblicare, a proprie spese, i suoi scritti politici, letterari ed i discorsi.
Nelle commemorazioni pubblicate in molti giornali Coppino fu ricordato con il termine più ricorrente di "Galantuomo" con il quale egli veniva implicitamente accomunato a Vittorio Emanuele II, la cui iscrizione funeraria al Pantheon (Vittorio Emanuele II padre della Patria) fu dettata proprio da Coppino.

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