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Museo d’arte moderna e religiosa Dedalo Montali

La settecentesca chiesa dell’Immacolata Concezione di Rodello, costruita in stile barocco piemontese, a croce greca, oggi sconsacrata, è diventata la sede del Museo d’arte moderna e religiosa dedicato a Dedalo Montali. La storia di questo singolare museo, singolare soprattutto per il luogo che lo ospita, è una storia di incontri. Era l’anno 1964, quando il parroco del piccolo paese don Mario Battaglino decise di animare il panorama culturale locale, commissionando opere d’arte di carattere liturgico ad artisti contemporanei, dando vita ad un particolare “esperimento” d’arte religiosa d’avanguardia. Rodello si trasformò ben presto in un laboratorio di sperimentazioni artistiche, che vede coinvolti quattro giovani pittori, Bruno Sandri di Alba, Beppe Morino di Savigliano e i due torinesi Giorgio Ramella e Piero Ruggeri, ormai affermati protagonisti della scena artistica nazionale. Scrive Carluccio sulla Gazzetta del Popolo a proposito del progetto di don Battaglino:”Quando ha conosciuto i quattro pittori ha capito che doveva portare tale convincimento alle sue logiche ed estreme conseguenze. Mettere tutto nelle loro mani, perché[…] gli rendessero di nuovo viva la piccola casa di Dio che era la chiesa dell’Immacolata”. Tra il 1964-65 ha avvio, così, l’originale esperimento promosso dal lungimirante don Battaglino e i giovani artisti, ospitati nei saloni retrostanti la chiesa, raccolgono l’invito a cimentarsi sul tema dell’arte religiosa, narrato in chiave moderna, con tecniche e stili contemporanei. Questo laboratorio artistico, che ha rappresentato un vero e proprio unicum nella storia locale, trova la sua ragione d’essere, non solo nell’attenzione per l’arte del parroco, ma principalmente nel clima innovativo del Concilio Vaticano II, che nel 1960 propose alla Chiesa di avvicinarsi al mondo moderno, per meglio comprendere i bisogni e i disagi degli uomini, guardando a tutte le manifestazioni culturali contemporanee. Tale stimolo ad aprirsi verso la società guidò l’iniziativa del can. Battaglino, che nel 1969 avvierà un altro importante sodalizio, quello con l’artista sardo Dedalo Montali. Conosciuto nello studio torinese del Maestro, il parroco, entusiasta della sua arte, gli affidò la progettazione e l’arredo dell’intera cappella presso la Residenza per anziani, sempre a Rodello, lavoro che impegnerà l’artista dal 1970 al 1972. Il forte legame che Montali strinse con le Langhe, sarà tale da fare di Rodello l’ultima tappa del suo lungo peregrinare per tutta Italia ed è proprio qui che egli scelse d’essere sepolto nel 2001.
A fermare nel tempo il vivace periodo culturale vissuto nel piccolo paese, è il museo, che si snoda nei due siti della chiesa dell’Immacolata e nella Residenza per anziani, nato nel 2003 su iniziativa della moglie dell’artista Taja Satta Montali, del nipote Glauco e di don Battaglino per illustrare e testimoniare il fermento di quell’epoca. Afferma il parroco: ”Riteniamo che il Museo sia in grado di offrire la testimonianza di un fecondo incontro tra l’arte moderna e le risposte di Cristo ai problemi dell’uomo di oggi […]”.
Il museo espone, suddivise per periodi cronologici, circa duecento opere, centosessantasette di Montali, che alternò l’attività di pittore a quella di scultore e poeta e di cui si è anche ricostruito un piccolo angolo dello studio, accanto alla tele dei giovani artisti sopra citati.

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